L’edilizia religiosa in Corsica tra XI e XIII secolo

Le chiese costruite durante i secoli centrali del Medioevo, spesso ubicate lungo il litorale o a mezza costa, contribuiscono assieme ai contemporanei castelli a connotare il paesaggio della Corsica, rappresentando il più evidente dato materiale dell’epoca. Nell’isola sono oltre duecento gli edifici religiosi – cattedrali, pievi e suffraganee – con una datazione compresa tra i primi decenni dell’XI e il XIII secolo, più di un quarto delle quali con strutture in elevato.

Si tratta di costruzioni in genere ad aula unica monoabsidata, realizzate con differenti litotipi (calcare, graniti, serpentino, scisto, calcarenite) e diverse tecniche murarie, talora con decorazioni scultoree, concentrate nelle aperture e nelle absidi, altre volte in facciata e nei fianchi. Un impianto a tre navate è riservato alle cattedrali, ad alcune pievi e chiese urbane. Due gli esempi conservati di battistero entro edifici a sé stanti (S. Giovanni di Venaco; S. Maria di Rescamone).

Fig. 3 

S. Maria di Rescamone nella Valle di Rostino (da Belcari 2013, p. 99)

Le prime importanti segnalazioni sullo stato di conservazione di alcune delle chiese còrse si devono a Prosper Mérimée, che nel 1839 visitò la Corsica in qualità di Ispettore ai Monumenti storici, lasciando annotazioni relative alla Canonica di Mariana, allora con la copertura in rovina, o al S. Michele di Murato, che considerava “la plus élégante, la plus jolie église” dell’isola, successivamente oggetto di molti interventi di restauro.

Fig. 1

S. Michele di Murato (da Belcari 2013, p. 98)

Alcuni di questi edifici furono dichiarati monumenti storici negli anni Quaranta dell’Ottocento (Cattedrale del Nebbio a Saint Florent) o tra gli anni Settanta ed Ottanta dello stesso secolo (S. Michele di Murato, Trinità di Aregno, S. Maria a Mariana). Successivamente, la piccola monografia data alle stampe da Carlo Aru nel 1908 introdusse l’idea delle chiese “pisane” della Corsica, decretando la fortuna di un tema storiografico a lungo ricorrente.

Fig. 10

S. Trinità di Aregno (da Belcari 2013, p. 101)

È merito di Genevieve Moracchini Mazel la realizzazione nel 1967 di un fondamentale repertorio catalografico, pionieristico e completo al tempo stesso, laddove molte delle cronologie assegnate agli edifici sono state in seguito poste in discussione sia dai risultati delle nuove indagini archeologiche condotte con il metodo stratigrafico in particolare dagli archeologi Philippe Pergola e Daniel Istria, sia dallo studio delle problematiche in un contesto mediterraneo ed europeo dell’architettura protoromanica e romanica

.Fig. 6

S. Maria a Mariana (la Canonica), Lucciana (da Belcari 2013, p. 100)

Come ha magistralmente spiegato Roberto Coroneo, da ultimo in una fondamentale monografia edita nel 2006, la realizzazione degli edifici romanici dell’isola è avvenuta non secondo una logica “evoluzionista”, autoctona, ma “diffusionista”, dal versante tirrenico, in particolare per la prima fase di XI secolo, per poi concorrere nel corso del successivo alla circolazione di modi costruttivi e soluzioni formali adottati nei cantieri delle isole tirreniche, maggiori e minori, e della Toscana.

Fig. 9

S. Maria Assunta a Saint Florent (da Belcari 2013, p. 101)

Nel contesto degli scambi commerciali e delle rotte tirreniche durante i secoli centrali del Medioevo, Pisa, la cui Chiesa diverrà sede arcivescovile con dignità metropolitica sulle diocesi còrse nel 1092, rappresenta il porto che convoglia non solo le maestranze e le esperienze maturate nella città, ma anche in altre parti della Toscana, nel territorio di Lucca, nel pistoiese. Le maestranze saranno allora da intendersi come “pisane” non relativamente alla formazione, bensì alla loro provenienza.

Fig. 5 BIS

S. Mariona di Talcini, Corte (da Belcari 2013, p. 99)

Riferimenti bibliografici

P. Mérimée, Notes d’un voyage en Corse, Paris,1840.

C. Aru, Chiese pisane della Corsica: contributo alla storia dell’architettura romanica, Roma, Loescher, 1908.

G. Moracchini-Mazel, Les Eglises Romanes de Corse, I-II, Paris, C. Klincksieck, 1967.

P. Pergola, Une pieve rurale corse: Santa Mariona di Talcini. Problemes d’archeologie et de topographie médiévales insulaires, in “Melanges de l’Ecole Française de Rome. Moyen Age”, 91, 1979, 1, pp. 89-111.

D. Istria, Le chateau, l’habitat et l’église dans le Nord de la Corse aux XIIe et XIIIe siècles, in “Melanges de l’Ecole Française de Rome. Moyen Age”, 114, 2002, 1, pp. 227-301.

R. Coroneo, Chiese romaniche della Corsica. Architettura e scultura (XI-XIII secolo), Cagliari, Edizioni AV, 2006.

R. Belcari, Romanico tirrenico. Chiese e monasteri dell’arcipelago toscano e del litorale livornese, Pisa, Pacini Editore, 2009.

R. Belcari, L’edilizia religiosa in Corsica tra XI e XIII secolo. Fortuna critica e aspetti materiali, in Corsica e Toscana. Dieci secoli di storia nei documenti pisani e còrsi / Dix siècles d’histoire à travers documents pisans et corses (ed. F. Gemini), Pisa, Pisa University Press, 2013, pp. 95-101.

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