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Le iscrizioni del pavimento cosmatesco di Santa Maria di Castello a Corneto

Nel biennio 1874-1875 uno dei protagonisti degli studi di archeologia ed epigrafia cristiana, Giovanni Battista De Rossi, ebbe modo di interessarsi dei frammenti di lastre funerarie reimpiegati nella chiesa di S. Maria di Castello a Corneto (Tarquinia, VT).

I frustoli e le lastre frammentarie erano stati reimpiegati come spolia nel contesto del pavimento realizzato da marmorari romani nel XII secolo per la chiesa di S. Maria, ubicata al margine settentrionale dell’attuale abitato, per la quale è possibile usufruire di alcune indicazioni cronologiche grazie al corredo epigrafico che accompagna elementi architettonici e di arredo.

Belcari cat. n. 1-14-18

da Belcari 2014, tav. 1.1, p. 25.

Dopo avere operato una puntuale ricerca dei frammenti reimpiegati separatamente, ma riconducibili alle medesime iscrizioni, peraltro dedicando attenzione anche alle epigrafi medievali e di altre epoche, De Rossi presentò nel “Bullettino di Archeologia Cristiana una selezione dei tituli riferibili alla tarda antichità.

Lo studioso ne riprodusse numerosi disegni e, sebbene non fossero sempre seguiti da trascrizione, né da edizione integrale, trattò complessivamente gli aspetti peculiari, esprimendosi sui possibili contesti di provenienza e riconducendoli a un preciso arco cronologico.

Belcari fig. 2

Come a suo tempo evidenziato da De Rossi, gran parte dei frammenti presentano consueti riferimenti e provengono da aree cimiteriali, almeno in gran parte coerenti con la produzione epigrafica funeraria romana.

Dopo una disamina del contesto di reimpiego e dello studio condotto in quegli anni, alla luce di una nuova documentazione sono stati recentemente presentati una parte delle lastre e alcuni frustoli inediti, reimpiegati nel pavimento della navata centrale e di quella laterale.

CORNETO da Belcari 2014, tav. 1.2, p. 25.

Recenti acquisizioni parrebbero indicare come il caso di Corneto non costituisca l’unica presenza di lastre funerarie di provenienza romana, riconducibili a sepolture di cristiani, riutilizzate in piani pavimentali nell’ambito della Maritima medievale. Così almeno sembrano attestare i frammenti, quantitativamente altrettanto consistenti,  rinvenuti nel contesto della chiesa monastica di S. Quirico di Populonia (Livorno).

Riferimenti bibliografici

G. B. DE ROSSI, I primitivi monumenti cristiani di Corneto-Tarquinia, «Bullettino di Archeologia Cristiana», 1874, pp. 81-118.

G. B. DE ROSSI, Il pavimento di Santa Maria in Castello di Corneto-Tarquinia, «Bullettino di Archeologia Cristiana», 1875, pp. 85-131.

D. F. GLASS, Studies on cosmatesque pavements, BAR International series, 82, 1980, pp. 133, pp. 134-135.

P. C. CLAUSSEN, Magistri doctissimi romani. Die Römischen Künstler des Mittelalters, Stuttgart, 1987, pp. 40-53.

N. PARISE, s. v. De Rossi, Giovanni Battista, in Dizionario Biografico degli Italiani, 39, Roma, 1991, pp. 201-205.

R. BELCARI, La diocesi di Populonia-Massa, in Guida all’archeologia medievale della provincia di Livorno, a cura di G. Bianchi, Firenze, 2008, pp. 137-140, p. 140.

R. BELCARI, “In mille modi diversi segate e mutilate”. Giovanni Battista De Rossi e gli spolia epigrafici del pavimento di Santa Maria di Castello a Corneto,«Maritima», 4, 2014, pp. 19-33.