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I cantieri del granito. Chiese medievali dell’isola d’Elba

Durante i secoli centrali del Medioevo la storia dell’Elba segue quella della città di Pisa che, a eccezione di alcuni momenti di occupazione da parte dei genovesi, tra XI e XIV secolo possedette il controllo dell’isola.

All’Elba i pisani esercitarono attività estrattive e metallurgiche e sfruttando le cave di granito già coltivate nell’Antichità, come a Seccheto, si procurarono le colonne monolitiche impiegate nella cattedrale e più tardi nel battistero della città marinara.

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Colonna semilavorata e blocco di granito

nella cava di Vallebuia -Seccheto (pietre & parole©)

I più antichi edifici medievali dell’isola d’Elba sono chiese, o fasi di queste, risalenti all’XI e al XII secolo. Costruite nei centri fortificati o in prossimità di insediamenti talora scomparsi, spesso ne costituiscono l’unica attestazione materiale. E’ infatti questo il periodo in cui le originali strutture plebane sottoposte alla diocesi di Massa e Populonia, furono ampliate (quattro i plebati medievali: Ferraria, Capoliveri, Marciana, Campo), con la nascita di nuovi poli di aggregazione e di nuovi edifici. Di questi, alcuni sono tuttora visibili e le loro strutture più o meno conservate: S. Giovanni in Campo; S. Lorenzo a Marciana; SS. Pietro e Paolo a San Piero; S. Michele a  Capoliveri; S. Stefano alle Trane.

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S. Lorenzo a Marciana (da Belcari 2009, p. 112)

La presenza di altri edifici è talora indicata da resti solo parzialmente conservatisi: S. Maria alle Piane del Canale; S. Ilario in Campo; S. Maria della Neve a Lacona; S. Biagio a Pomonte; S. Bartolomeo a Chiessi; S. Frediano a Chiessi; S. Quirico di Grassera. Altri infine sono scomparsi e attestati esclusivamente da citazioni documentarie, come nel caso della plebes de Ferraria o S. Miniato del Cavo

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S. Bartolomeo a Chiessi (da Belcari 2009, p. 140 )

Le chiese elbane di questo periodo seguono in genere un simile schema iconografico, con un’aula unica monoabsidata, talora con perimetrali non ortogonali. Un caso presenta con certezza una soluzione biabsidata, la chiesa intitolata ai santi Pietro e Paolo a San Piero in Campo. Tutti gli edifici mostrano modi costruttivi, strutturali e decorativi propri delle maestranze attive in un ampio ambito territoriale (Corsica, Sardegna, isole tirreniche minori, Pisa e contado pisano).

La presenza di un campanile a vela sulla facciata di alcuni di questi è stata ritenuta una caratteristica peculiare, peraltro riscontrabile in numerosi edifici coevi di Corsica e Sardegna.

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S. Giovanni in Campo (da Belcari 2009, p. 35)

Contribuivano all’illuminazione dell’interno scarse aperture, talora croci lucifere. I materiali con cui furono realizzati questi edifici sono tutti di approvvigionamento locale. In particolare fu impiegato granito per le chiese ubicate alle pendici del monte Perone (S. Giovanni in Campo; S. Lorenzo a Marciana; SS. Pietro e Paolo a San Piero; S. Ilario), nella valle di Pomonte (S. Biagio), sul monte S. Bartolomeo e lungo la viabilità che da Chiessi conduce alla vetta del Capanne (S. Bartolomeo; S. Frediano).

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SS. Pietro e Paolo a San Piero, conci del paramento (da Belcari 2008, p. 183)

Furono d’altro canto realizzate in calcare le chiese del versante sudoccidentale dell’isola (S. Stefano alle Trane; S. Maria a Lacona; S. Michele a Capoliveri; S. Quirico a Grassera).

Similitudini presentano anche le tecniche murarie adottate, con notevoli esempi di litotecnica. Raro, ma non assente, il ricorso a elementi decorativi, come nel caso della decorazione architettonica della chiesa di S. Stefano alle Trane.

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S. Stefano alle Trane (pietre & parole©)

La maggior parte delle chiese medievali dell’isola d’Elba fu gravemente danneggiata alla fine del Medioevo, quando furono abbandonate in seguito alle incursioni dei pirati turchi.


Riferimenti bibliografici

R. Belcari, Romanico tirrenico. Chiese e monasteri medievali dell’arcipelago toscano e del litorale livornese, Pisa, Pacini Editore, 2009.

R. Belcari, Isola d’Elba. Pievi e chiese romaniche, in Guida all’archeologia medievale della provincia di Livorno (ed. G. Bianchi), Firenze, Nardini Editore, 2008, pp. 174-183.

L. Maroni, Guida alle chiese romaniche dell’isola d’Elba, Pisa, 2004.

I. Moretti, R. Stopani, Chiese romaniche dell’Elba, Firenze, Salimbeni, 1971.